Logo Studio Marino & Pascale - bilancia della giustizia blu

Studio Marino & Pascale

Commercialisti e Tributaristi

Torna agli articoli
Articoli#crediti d’imposta#bonus edilizi#professionisti#imposta sostitutiva#fiscalità

Crediti d’imposta acquistati dai professionisti: le nuove regole fiscali

Crediti d’imposta acquistati dai professionisti: imposta sostitutiva del 26%, decorrenza dal 12 agosto 2026 e opzione per gli acquisti dal 2024.

Studio Marino & Pascale
26 settembre 2026

Il D.Lgs. 148/2026disciplina il margine realizzato dai professionisti quando cedono o utilizzano in compensazione crediti d’imposta acquistati, compresi quelli relativi ai bonus edilizi. Il differenziale positivo tra il valore ceduto o compensato e il costo di acquisto è soggetto a un’imposta sostitutiva del 26%. Se il credito è usato solo in parte, anche il costo va considerato in proporzione alla quota compensata.

La regola si applica ai crediti acquistati dal 12 agosto 2026. È possibile scegliere di applicarla anche ai crediti acquistati dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2024. Se la dichiarazione è già stata presentata, il professionista può valutare una dichiarazione integrativa; la norma precisa però che le maggiori imposte eventualmente già versate non sono rimborsate.

Un esempio generico. Un professionista acquista per 9.0Crediti d’imposta acquistati: cosa cambia per i professionisti

Il D.Lgs. 148/2026 introduce una disciplina specifica per il margine che un professionista realizza quando cede o utilizza in compensazione un credito d’imposta acquistato. Rientrano anche i crediti relativi ai bonus edilizi: conoscere la data e il costo di acquisto diventa essenziale per determinare correttamente il reddito.

Il margine e l’imposta sostitutiva

Il differenziale positivo tra il valore del credito ceduto o compensato e il costo sostenuto per acquistarlo è assoggettato a un’imposta sostitutiva del 26%. Se il credito viene compensato solo in parte, il costo di acquisto si attribuisce in proporzione alla quota utilizzata. La disposizione riguarda gli esercenti arti e professioni; i crediti ricevuti come corrispettivo di una prestazione professionale seguono una regola distinta.

Decorrenza e scelta per i crediti precedenti

La disciplina si applica ai crediti acquistati dal 12 agosto 2026. Chi determina il reddito di lavoro autonomo secondo le regole ordinarie può scegliere di applicarla anche ai crediti acquistati dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2024. Se la dichiarazione è già stata presentata, è possibile valutarne l’integrazione. La norma esclude però il rimborso delle maggiori imposte eventualmente già versate: l’opzione non genera, per queste somme, un credito da recuperare.

Un esempio concreto

Un professionista acquista a 9.000 euro un credito del valore di 10.000 euro e lo utilizza interamente in compensazione. Il margine positivo è di 1.000 euro; l’imposta sostitutiva del 26% ammonta a 260 euro. Se aveva già dichiarato quel margine con un diverso trattamento e il relativo saldo è ancora da versare, una dichiarazione integrativa potrebbe ridurre l’importo dovuto. La convenienza va verificata sul caso concreto, considerando l’intera dichiarazione e gli eventuali interessi e sanzioni. Se la maggiore imposta è già stata pagata, la differenza non è rimborsabile in base a questa opzione.

Quali verifiche fare

Prima di scegliere, occorre ricostruire per ciascun credito la data e il costo di acquisto, le quote cedute o compensate e quanto è già stato dichiarato e versato. La disciplina qui descritta riguarda il lavoro autonomo: per le imprese e per i professionisti in regime forfettario è necessaria una valutazione delle rispettive regole fiscali.

Hai acquistato crediti d’imposta e vuoi verificare il trattamento del margine o la convenienza di un’integrativa? Contatta lo Studio Marino & Pascale per un’analisi della tua posizione.

Fonte normativa: art. 3 del D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148.00 euro un credito del valore di 10.000 euro e lo usa interamente in compensazione: il margine è di 1.000 euro e l’imposta sostitutiva è di 260 euro. Se aveva già dichiarato quel margine secondo un diverso trattamento, con un saldo ancora da versare superiore a 260 euro, l’integrativa potrebbe risultare conveniente. Occorre verificare il calcolo complessivo, inclusi eventuali interessi e sanzioni. Se invece ha già pagato una maggiore imposta, non deve presumere di poter recuperare la differenza tramite l’opzione.

Prima di scegliere, è opportuno ricostruire per ciascun credito la data e il costo di acquisto, le quote utilizzate o cedute e quanto indicato nelle dichiarazioni. La disposizione riguarda il reddito di lavoro autonomo; i crediti ricevuti come corrispettivo di una prestazione professionale seguono una regola distinta.

Hai bisogno di consulenza fiscale?

Il nostro studio ti assiste in ogni fase della pianificazione fiscale, dall'analisi dei requisiti alla gestione documentale.